Il menù delle feste è apprezzato soprattutto dalle papille gustative, quelle che registrano le note “dolci”. Quando sederete attorno alla tavola imbandita, apparecchiata con una tovaglia rosso natalizio e stoviglie a tema, non vedrete l’ora di arrivare al momento del dessert. Non abbiate fretta, però, si assapora meglio se si degusta lentamente.
Hanno la forma degli gnocchi di patate i “purcedduzzi”, dolci fritti e aromatizzati con anice e cannella. Le loro sorelle, le “carteddate”, differiscono nella forma squadrata. Ma l’intera famiglia ama tuffarsi nel miele o nella glassa di zucchero, in base alle vostre preferenze.
Parenti lontani, invece, sono le “chinulidde” e le “pitteddhre”: l’impasto è simile, ma qui si passa “dalla padella al forno”. Anche queste sorelle sono diverse solo nella forma: calzoncini (le “chinulidde”) e cestini (le “pitteddhre”). Entrambe vanno a nozze con la marmellata.
Se volete mantenervi leggeri, le preferirete ad occhi chiusi. E non sarete da biasimare, dopo il tipico pranzo salentino a base di pietanze succulente e dal gusto deciso. Vi ritroverete sulla tavola quei piatti che, magari, solo pochi mesi fa gustavate all’aperto, all’ombra degli ulivi, durante la vostra estate qui da noi: orecchiette alle cime di rapa o al sugo di polpettine; “ciceri e tria” (pasta fresca con i ceci); “minchiareddi” e “sagne ‘ncannulate” (sempre pasta fresca) col sugo e una spolverata di ricotta “scanta” (ricotta forte); “fave e cicorie”. Immancabili, a centro tavola, le pucce (forme di pane con molta mollica e olive nere) e le “pittule” (frittelle di pasta lievitata con aggiunta di baccalà o alla pizzaiola).
E allora che aspettate? La sola idea di trascorrere le vacanze di Natale in Puglia dovrebbe farvi venire l’acquolina in bocca!
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